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Regole fiscali per chi opera nel Network Marketing

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Regole fiscali per chi opera nel Network Marketing

In Italia il Network Marketing è regolamentato dalla Legge 17 agosto 2005, n. 173 rubricata “Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali”. Tale normativa tutela i consumatori che si avvicinano a questa realtà proponendo dei vincoli sia sull’acquisto dei prodotti sia sui servizi collaterali all’attività, come la formazione.

Grazie a questa legge si è al sicuro da tutte le situazioni di network marketing truffaldine, nate negli anni scorsi, le quali cercavano di ottenere ricavi dall’esborso di somme ingenti richieste agli affiliati. Secondo la norma, vengono infatti considerate illegali tutte le forme “di vendita piramidali e di giochi o catene” e vengono imposti precisi obblighi, quali ad esempio il possesso del tesserino di riconoscimento di cui all’articolo 19, commi 5 e 6, del Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 114 “Riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59“. Per quanto riguarda l’attività di networker, i requisiti personali che vengono richiesti per esercitare la professione sono i medesimi richiesti per l’esercizio di una qualsiasi attività commerciale e sono indicati all’articolo 5, comma 2 della citata Legge 59/1997.

Regole fiscali per chi opera nel Network Marketing

SicurRegole fiscali per chi opera nel Network Marketingamente tra gli aspetti positivi di questa tipologia di attività troviamo il regime fiscale e la tassazione.  Per un guadagno fino ai 5000 euro netti di incassi per anno solare, l’attività è considerata come “occasionale” e non necessita di alcuna particolare formalità, in quanto i redditi sono tassati mediante una ritenuta alla fonte nella misura del 23% calcolata su un imponibile del 78%. Niente obblighi fino a questa soglia, ovvero i redditi così percepiti devono essere dichiarati e non fanno cumulo con eventuali altre entrate del contribuente.

Oltre la soglia di 5.000 euro netti per anno solare, corrispondenti ad euro 6.093 lordi, l’attività non è più considerata occasionale e comporta l’obbligo dell’apertura della partita IVA con relativa emissione delle fatture di provvigioni e versamento dell’Imposta sul Valore aggiunto nelle vie ordinarie.

Per entrambi i regimi, occasionale e non occasionale, restano: l’esenzione da qualsiasi tipo contabilità, la non cumulabilità delle somme con altri redditi ed il livello di tassazione.

1 Comment
  • stefano
    Rispondi
    Posted at 7:31 am, gennaio 15, 2016

    N.B. I redditi di cui alla normativa in oggetto NON devono essere dichiarati nel modello Unico.
    Non fanno mai cumulo con altri redditi del percettore.
    Sia se entro la soglia della occasionalità (euro 5.000 netti) che oltre tale soglia.

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